πˆπ’π“. 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐀 𝐄 π‹β€™π„π•π„ππ“πŽ 𝐒𝐔𝐋 ππ”π‹π‹πˆπ’πŒπŽ β€œπŽπ‚π‚π‡πˆ 𝐂𝐇𝐄 πˆπ†ππŽπ‘π€ππŽ, π•πŽπ‚πˆ 𝐂𝐇𝐄 ππ‘πŽπ“π„π†π†πŽππŽβ€(𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐚π₯π₯𝐞𝐫𝐲)

 

A Polistena, presso l’Istituto Superiore G. Renda, grazie alla sinergia tra la Dirigente scolastica Prof.ssa Emanuela CannistrΓ , che l’ha fortemente caldeggiato, la Prof.ssa Demoro Maria col suo Staff e il Dott. Emanuele Mattia, si Γ¨ svolto alla presenza degli studenti un evento dal tema β€œOcchi che ignorano, voci che proteggono”. Con la collaborazione dalla Prof.ssa Gabriella Vigoroso e del Dott. Antonio Luciano Battaglia, per fare il punto assieme alle forze dell’ordine, qui rappresentate dal Luogotenente Raffaello Ballante e il Maresciallo Margherita Sboto, sul sempre maggiore dilagarsi del cyberbullismo e del bullismo di genere.

Il cyberbullismo non Γ¨ un fenomeno isolato, ma una complessa manifestazione di aggressivitΓ  che ha trovato nel panorama digitale un terreno fertile e, per certi aspetti, amplificato. Se il bullismo tradizionale si svolgeva in un contesto fisico e limitato, l’introduzione dei media elettronici ha plasmato questa dinamica in una forma nuova, piΓΉ pervasiva e potenzialmente devastante, caratterizzata dall’assenza di limiti spazio-temporali e dalla possibilitΓ  di una diffusione virale del contenuto lesivo.

Una delle differenze cruciali tra bullismo e cyberbullismo risiede nella percezione del danno da parte dell’aggressore. In rete, l’atto aggressivo Γ¨ mediato da uno schermo, una condizione che, secondo gli studi, favorisce fenomeni di depersonalizzazione e deresponsabilizzazione. Il “bullo virtuale” si sente protetto da un’apparente anonimato e dalla distanza fisica, percependo la vittima non come una persona in carne e ossa, ma come un’entitΓ  digitale. Questa distanza emotiva riduce l’empatia e la consapevolezza della sofferenza inflitta, spingendo a comportamenti che l’individuo difficilmente adotterebbe nel contatto diretto, come evidenziato dalle analisi sulle dinamiche di gruppo online.

Per comprendere appieno il cyberbullismo, Γ¨ essenziale superare la visione psicologica focalizzata sul singolo e abbracciare una prospettiva sociologica che ne analizzi le radici nei mutamenti sociali e relazionali. A ragion di questo, molti sociologi interpretano l’aggressivitΓ  online come una strategia per la costruzione o il mantenimento dello status sociale all’interno del gruppo dei pari, sia esso fisico o virtuale. Il cyberbullo puΓ² cercare la validazione dei coetanei, elevando sΓ© stesso a “eroe negativo” o “leader” attraverso la denigrazione della vittima, la cui esclusione e umiliazione (spesso sotto forma di emarginazione online o di diffusione di segreti/immagini) rafforza la coesione del gruppo degli aggressori.

Le riflessioni di sociologi come Zygmunt Bauman sulla “societΓ  liquida” offrono un quadro contestuale. In una realtΓ  dove i legami sociali sono fluidi, transitori e meno vincolanti, anche le interazioni online tendono a perdere la loro soliditΓ  etica. La perdita di un senso di comunitΓ  stabile e l’enfasi sull’individualismo possono contribuire a una minore responsabilitΓ  interpersonale, rendendo piΓΉ accettabile l’aggressione mediata.

In linea con la Teoria del Conflitto, il cyberbullismo Γ¨ una chiara manifestazione di una disuguaglianza di potere. La rete non fa che fornire un meccanismo di controllo e oppressione piΓΉ efficiente e diffuso. Il bullo sfrutta la superioritΓ  tecnologica, psicologica o di status per infliggere un danno, e la natura permanente e virale delle prove (foto, video, messaggi) garantisce che il potere sull’identitΓ  e sulla reputazione della vittima si estenda indefinitamente.

Ma questo fenomeno non va limitato in una semplicistica analisi delle cause, ma anche sollevandone le conseguenze e le risposte a livello istituzionale. L’estensione del danno da Cyberbullismo, dove la vittima non Γ¨ molestata solo a scuola ma 24 ore su 24, ha portato all’introduzione di specifiche legislazioni, come la Legge 71/2017 in Italia, che riconosce il fenomeno e cerca di fornire strumenti di prevenzione e intervento, soprattutto in ambito scolastico. Il contrasto al cyberbullismo non puΓ² dunque limitarsi a sanzioni, ma deve mirare a una rieducazione all’uso consapevole della tecnologia e al recupero dei principi di responsabilitΓ  civile ed etica in un contesto relazionale sempre piΓΉ ibrido, che integra vita online e offline.

Inutile sottolineare quanto sia importante parlare di tutto questo, quanto la solidarietΓ  possa aiutare e quanto l’educazione sociale sia fondamentale. E per questo ringraziare il Garante dell’Infanzia della CittΓ  Metropolitana di Reggio Calabria Dott. Emanuele Mattia e la Dirigente del Renda Prof.ssa Emanuela CannistrΓ  per il lavoro profuso e per lo studio di settore che ancora deve fare passi avanti.

Al termine dell’importante evento rimane una riflessione globale ed una frase che dalla voce della Prof.ssa CannistrΓ  riassume la giornata:

β€œΓˆ stato un vero onore accogliervi al nostro incontro sul bullismo e cyberbullismo. La Vostra presenza e il vostro contributo hanno conferito all’iniziativa un valore particolare, rendendola un importante momento di confronto e crescita condivisa”.

 

 

 

 

 

Previous post

𝐔𝐍 ππ”πŽπ•πŽ π€πππŽ π€π‚π‚π€πƒπ„πŒπˆπ‚πŽ 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 πŒπ€π”π‘πˆπ™πˆπ€ππ€ πƒπ„πƒπˆπ‚π€π“πŽ 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐂𝐄 (𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐚π₯π₯𝐞𝐫𝐲)

Next post

πƒπŽπ πƒπˆππŽ πŒπ€ππ‚π€ π‚πŽπŒπ„ π‹β€™π€π‘πˆπ€

Commento all'articolo