𝐋𝐀 π•πˆπ“π€ 𝐄’ 𝐔𝐍 π€π‹π†πŽπ‘πˆπ“πŒπŽ

 

All’alba degli ultimi eventi, mentre tutto tramuta in un “meme” su cui esprimere un parere inutile quanto votare, non si contano piΓΉ le manifestazioni e le critiche ma i morti.

Morire, quando questo avviene per mano altrui, diventa un atto politico a cui neppure la salma riesce a dire basta. La memoria si confonde e si ingloba alle idee di altri, i pensieri si mescolano fino a raggiungere il colore desiderato e di coloro che hanno perso tutto, la vita, rimane un’immagine che Γ¨ strumento in mano a chi non ha neppure mai rischiato un’unghia.

Iryna Zarutska e Charles Kirk, sono due omicidi politici veri e propri, lei uccisa da un afro americano mangiato dalla follia della diversitΓ  di razza, lui ucciso da un giovane DEM mangiato dalla follia della diversitΓ  di opinione.

E in questo clima da caccia alle streghe, le retate non sono piΓΉ svolte nella notte con le fiaccole in mano ma sui social, in quell’internet che oggi dichiara libertΓ  d’espressione ma in fondo Γ¨ pilotato da un potere occulto… un algoritmo.

L’algoritmo social non fa altro che assegnare punteggi di interesse ai post, classificandoli secondo il gusto individuale di ciascuno di noi. PiΓΉ Γ¨ alto un punteggio e piΓΉ Γ¨ probabile che ti venga mostrato.

Questo punteggio viene calcolato incrociando segnali personali, ad esempio, un video di un amico stretto che hai guardato fino alla fine avrΓ  un punteggio altissimo, mentre un post di un account che non segui, che non ha molte interazioni, avrΓ  un punteggio basso.

Infine, l’algoritmo ordina i post in base al loro punteggio e li inserisce nel tuo feed. Questo processo avviene in tempo reale, cambiando costantemente in base al tuo comportamento. Il risultato Γ¨ un feed personalizzato che cerca di tenerti sulla piattaforma il piΓΉ a lungo possibile, proponendoti contenuti che ritiene ti piaceranno e massimizzando il tuo tempo di permanenza sulla piattaforma, costi quel che costi, fino a piegare le difese morali e il senso del limite.

Mietitura e raccolta dei dati Γ¨ il mestiere dei social, che quindi tenderΓ  sempre a mostrare contenuti in linea col pensiero di chi segue l’individuo, senza contradditorio e senza smentire notizie che possano essere faziose o false.

Questo processo logico, Γ¨ diventato lo standard comunicativo giornalistico, in cui una testata schierata darΓ  una visione dell’informazione mono cromatica e mai totalmente libera e priva di censura. E quindi una televisione dai mille programmi d’approfondimento mai imparziali, testate di parte e social sempre piΓΉ maliziosi e penetranti, hanno distrutto la vera libertΓ , focalizzando l’attenzione del singolo individuo su di un’unica linea di pensiero.

Il pensiero unico Γ¨ isolante, mai inclusivo, stupido e retorico, ghettizzante e privo di elaborazione, ristagna su se stesso producendo odio verso il pensiero opposto, portando lentamente la sua vittima all’estremismo politico e sociale.

Le radici dell’odio scavano in profonditΓ  la terra nutrendosi di separazione, impedendo il dialogo, volendo le persone lontane dalle persone e chiudendole in stanze mono tematiche in cui incontrare propri simili e spaventandoli del diverso.

L’omologazione Γ¨ la nuova schiavitΓΉ, perpetrata da molti su se stessi in nome di un’uguaglianza che preventiva l’abolizione del diverso, del particolare, di quella differenza che fa la differenza tra persone.

Un nuovo fascismo che dilaga senza colori o bandiere, che puΓ² essere rosso o nero, arcobaleno o bianco, ma inneggiato in nome di una individualitΓ  che ghettizza le anime e repelle il dialogo e il confronto… questo Γ¨ il presente politico del mondo.

Se anche noi, nel nostro piccolo e col nostro poco tempo a disposizione, provassimo a leggere i nostri gesti e le nostre idee, sapremmo fare una critica costruttiva su noi stessi. Facciamoci, ogni tanto una domanda: Riesco ad ascoltare un pensiero politico diverso dal mio senza adirarmi? Accetto veramente la cultura degli altri senza temerla? Propongo a me stesso di accettare un pensiero differente da uno mio a cui credo fermamente?

Mille domande a cui dare solo risposte secche. Quei si e quei no che sono la differenza tra essere vittime o una parte utile al problema, una vittima di un sistema gestito dall’informazione globale, in cui poter scegliere Γ¨ utopia e credere di decidere la realtΓ  nei fatti.

Una mente semplice Γ¨ fragile e corruttibile, si confonde senza accettare la propria semplicitΓ  fino ad accettare la risposta piΓΉ semplice per quella migliore, confondendo onestΓ  con maleducazione e lotta con sopruso. E questi modelli matematici alla base del pensiero comune non sono veri, sono le pubblicitΓ  della vita che mostrano solo i contenuti suscettibili al guadagno, sono utili anche se nocivi, raccontando storie semplici scelte appositamente per i semplici, come bugie bianche per i bambini o storielle banali per insegnare.

Ormai la comunicazione in generale, pare essersi risolta nel raccontare bugie sempre piΓΉ convincenti a bambini sempre piΓΉ sofisticati nei modi e semplici nei contenuti.

Previous post

𝐀 π…π€π†ππ€ππŽ πŽπ‹πŽππ€ 𝐋𝐀 ππŽπ„π’πˆπ€ πŒπŽπƒπ„π‘ππ€ π€πππ‘π€π‚π‚πˆπ€ 𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐃𝐄𝐋 ππ€π’π’π€π“πŽ

Next post

𝐒𝐓𝐀𝐑𝐄 πŒπ€π‹π„ π€πˆ π“π„πŒππˆ πƒβ€™πŽπ†π†πˆ 𝐈𝐍 π‚π€π‹π€ππ‘πˆπ€

Commento all'articolo