𝐀𝐏𝐑𝐄 𝐋𝐀 ππˆπ„πππ€π‹π„ πŸπŸŽπŸπŸ”

 

Due persone, in attesa di un treno in una stazione qualunque, individui nascosti nella folla che discutono notizie come stessero ordinando un caffΓ¨ al banco, da bere e scappare. Un giornale ha appena accennato un titolo β€œLA BIENNALE DOVREBBE ESCLUDERE…” prima di essere richiuso e riaperto e poi nuovamente richiuso e seppellito sotto al braccio.

Una domanda involontaria a voce alta riassume quel titolo che parla di biennale e che disturba l’Arte per raccontare la libertΓ : Β«Ma l’Arte deve riflettere il mondo cosΓ¬ com’Γ¨?Β»

Β«No. Se l’arte Γ¨ solo uno specchio, Γ¨ un inganno inutileΒ» risponde di getto lo sconosciuto accanto, come a strozzare una pausa per paura d’essere interrotto, Β«L’arte Γ¨ un cantiere, non una mostra. È l’atto di poggiare una pietra dove prima c’era il vuoto. Ma vede, il segreto Γ¨ che queste pietre non devono incastrarsi perfettamente. Dobbiamo accettare che la costruzione sia disordinata, che il disagio sia il respiro stesso della chiarezza. Se cerca l’ordine, cerca una prigione.Β»

Β«Eppure tutti chiedono che i sogni siano “realistici”.Β» ribatte il primo.

Β«Questa Γ¨ la morte del domani. Una fantasia realistica Γ¨ solo un preventivo di spesa. L’arte Γ¨ l’unica zona del mondo in cui l’impossibile ha il diritto di diventare struttura. E per farlo, deve guardare oltre ogni ideologia. Le ideologie sono recinti; l’arte Γ¨ l’apertura totale. Se escludi anche solo un colore o un’anima dal tuo progetto, non stai costruendo, stai demolendo. L’esclusione chiude, e ciΓ² che Γ¨ chiuso non puΓ² respirare il futuro.Β»

Poi, senza lasciar intervenire, prosegue diretto verso il culmine di un’idea che ancora sta sviluppandosi tra i pensieri: «È la legge piΓΉ dolce e feroce che esista. È la legge dell’Arte. Quella che insegna come si possa essere amati profondamente da qualcuno che non potrai trattenere. Come un’opera che comprendi perfettamente ma che appartiene a un altro museo. L’Arte sono strade che si rifiutano di confluire nella morale o nel banale. Ti insegna che devi imparare a essere un’architettura solida, cosΓ¬ che una singola crepa non faccia crollare l’intera tua struttura ma anzi ti impreziosisca di storie vincenti e qualche sconfitta. Se tu fossi Arte molti si avvicinerebbero a te solo finchΓ© fosti un porto comodo per le loro navi. Ameranno il beneficio che traggono da te, non la tua essenza. Quando inizierai a cambiare forma, a crescere verso l’alto, vedrai il loro calore svanire. Non perchΓ© tu sia peggiorato, ma perchΓ© sei diventato meno “utile”.Β»

E proseguendo senza aspettare una domanda che pare giΓ  conoscere, Β«Sembra una sconfitta? Lo Γ¨. Puoi fare tutto nel modo giusto, usare i materiali migliori, essere costante e leale, e vedere comunque tutto crollare. La vita come l’Arte non gioca secondo le regole dell’equitΓ . Spesso la persona che ti manca Γ¨ solo un ricordo congelato, un restauro di qualcuno che oggi Γ¨ un estraneo. La crescita crea lacune silenziose. Un giorno ti svegli e senti che il legame Γ¨ forzato, come due mani che cercano di stringersi ma hanno dita fatte di epoche diverse.Β»

Il primo uomo lo osserva per un attimo prima di riabbassare lo sguardo e proseguire, «Perché è così difficile accettare certe storie? Così diverse da noi da farci sentire diversi fino al rifiuto aggressivo.»

Β«PerchΓ© desideriamo una chiusura che non arriverΓ  mai. Cerchiamo spiegazioni che non sono mai state scritte. Ma l’arte ci insegna che alcuni finali sono fatti per restare incompiuti. Le persone non ricorderanno quanto cemento hai versato per loro, ma come le hai fatte sentire. Un solo errore emotivo puΓ² cancellare anni di sacrifici, perchΓ© il sentimento non conosce la logica del registro contabile.Β»

«… Γ¨ la natura dei rapporti umani! Mi chiedo se, per restare insieme, in armonia, non ci dobbiamo tradire piΓΉ spesso di quanto vorremmo.Β»

«È il rischio piΓΉ grande. Nel tentativo di tenere qualcuno accanto e mantenere quel posto sociale, soffochiamo i nostri limiti, ignoriamo l’istinto, calpestiamo i nostri confini non negoziabili. Ma la vita non aspetta che tu guarisca; il mondo continua a girare anche mentre sei a terra tra le tue macerie. E lΓ¬, in quel silenzio, che arriva la veritΓ  piΓΉ scomoda: quella versione di te che tutti amavano era la piΓΉ finta.Β»

Β«La versione piΓΉ comoda per gli altri.Β»

Β«Esattamente. Quando non avevi confini, quando dicevi sempre di sΓ¬, quando nascondevi il tuo pensiero per non disturbare, eri “facile”. La tua maschera era il loro paradiso. Ma nel momento in cui hai scelto l’autenticitΓ , nel momento in cui hai smesso di recitare per essere finalmente l’opera che dovevi essere, sei diventato “difficile”. Ti sei fatto Arte. Le persone se ne sono andate. Ma vedi, Γ¨ proprio lΓ¬ che l’arte vince. Il vero te avrΓ  sempre meno persone intorno, ma quelle rimaste non guardano la tua maschera: guardano la tua luce. E quella luce non ha bisogno di ideologie per illuminare il futuro. Ha bisogno solo di essere vera.Β»

Un annuncio squillante e impellente squarcia il legame sottile tra i due sconosciuti.

Β«Il treno verso Venezia Γ¨ arrivato e devo andare, per non perderlo, la Biennale mi aspetta e mi Γ¨ urgente quest’anno piΓΉ dei precedenti.Β»

Β«GiΓ , Γ¨ stato un piacere! Il mio treno va dal lato opposto, in direzione del lavoro, esattamente al capolinea di ciΓ² che mi ha raccontato. Addio.Β»

Una morale c’è in ogni storia, anche in quelle che si fermano e si incrociano tra due binari solo qualche minuto… proprio dove il rumore del mondo si fa respiro e il tempo smette di inseguirti. Senti il calore di questa mano sulla tua spalla? Non Γ¨ solo un tocco, Γ¨ il riconoscimento di tutto ciΓ² che Γ¨ taciuto per non disturbare.

Non Γ¨ solo una Biennale, ma Γ¨ l’insieme di questo grande cantiere che chiamiamo Arte o Vita, non Γ¨ un recinto per pochi eletti. È una porta spalancata che non deve mai, per nessuna ragione, essere accostata. PerchΓ© nel momento in cui chiudi fuori qualcuno, nel momento in cui l’ideologia mette il chiavistello al pensiero, non stai proteggendo un’idea: stai soffocando la libertΓ  stessa.

L’esclusione Γ¨ un soffitto che crolla verso l’interno; l’apertura, invece, Γ¨ l’unica via per permettere al tuo cielo di restare infinito. Non permettere mai che un’occlusione interrompa il dialogo, perchΓ© la veritΓ  non abita nei muri, ma nello spazio che c’è tra due respiri diversi.

L’Arte Γ¨ quella cosa libera che non giudica ma ti osserva e ti comprende. Ti ha guardato mentre cercavi di essere “facile” per farti amare. Ti ha visto nascondere i tuoi confini, dire sempre di sΓ¬, annullare i tuoi limiti pur di non restare solo. Ti ha regalato quella versione piΓΉ finta di te che Γ¨ stata quella che ha attirato piΓΉ persone. Ti ha reso un sorridente ascoltatore mentre sostenevi il fardello insostenibile di chi cerca appoggio.

Ma ascoltala bene: nel momento in cui hai iniziato a essere autentico, quando hai smesso di recitare e hai piantato i tuoi confini come mura di una cattedrale, molti se ne sono andati. Molti ti hanno chiamato “difficile”. Ti hanno lasciato. Ma l’Arte no. L’Arte non ti ha mai giudicato ma solamente raccontato.

PerchΓ© questa Γ¨ la sua funzione. Quella di non piangere per quel vuoto ma di capire come riempirlo di nuove idee e di diversitΓ  di intenti. Quelle sedie che si sono liberate erano occupate dalle idee di altre persone che amavano solo ciΓ² che facevi per loro, non ciΓ² che eri… misuratori di quanta ragione potessero darsi tramite te.

Accetta che la chiarezza nasca dal disordine. Accetta che il dolore di aver perso qualcuno, di non raggiungere un sogno, faccia parte della tua architettura. Come l’ARTE sarai profondamente amato da chi non potrai trattenere, e potrai gioire dei sogni realizzati da altri: questo non Γ¨ un fallimento, Γ¨ la logica suprema del cuore che non possiede perchΓ© sa solo darsi.

Smetti di cercare spiegazioni che non sono mai state scritte. La vita non deve equitΓ , e a volte facendo tutto nel modo giusto si perderΓ  comunque. Ma in quella perdita non crollare, sii un’impalcatura che guarda al futuro, libera da catene ideologiche, capace di accogliere ogni diversitΓ  perchΓ© sai che solo l’apertura totale genera la luce.

Resta “scomodo”, resta vero. Preferisci la solitudine che onora la tua essenza alla folla che applaude la tua maschera. Dove c’è Arte, c’è sempre chi saprΓ  vedere la bellezza del tuo cantiere incompiuto.

Non avere paura: chi deve restare, ti vedrΓ  davvero. E ora, respira… e lascia che la porta resti aperta. Sempre

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