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Ci sono eventi che superano i confini del semplice appuntamento culturale, trasformandosi in un autentico incontro tra territori, in un dialogo profondo tra comunitΓ e in una memoria viva che torna a parlare con forza al nostro presente. Γ esattamente questo il senso profondo del successo registrato a Moncalieri, in provincia di Torino, dove lβAssociazione Turistica Pro Loco CittΓ di Reggio Calabria e GiΓ³Protagonisti ODV β Amici per il Futuro dellβUomo hanno dato vita a una serata di straordinario valore culturale e umano con il convegno βGaribaldi in Aspromonte: un ponte di cultura, memoria e comunitΓ β. Unβiniziativa fortemente voluta dal Cav. Giuseppe Tripodi, Presidente dellβAssociazione Pro Loco CittΓ di Reggio Calabria, e dal Dr. Pietro Bucolia, Presidente di GiΓ³Protagonisti ODV. I due promotori hanno saputo trasformare una rievocazione storica in un autentico momento di connessione tra Piemonte e Calabria, unendo identitΓ , cultura e senso di appartenenza.

Nella suggestiva cornice della cittΓ piemontese, un pubblico numeroso, attento e intimamente coinvolto ha seguito con grande partecipazione il racconto di una delle pagine piΓΉ intense, drammatiche e chiaroscurali del nostro Risorgimento: il ferimento di Giuseppe Garibaldi sullβAspromonte. Un episodio che non Γ¨ solo cronaca del passato, ma un simbolo archetipico della complessitΓ e delle fratture che hanno accompagnato il cammino verso lβunitΓ dβItalia. A guidare il pubblico in questo viaggio Γ¨ stato lo storico Prof. Diego Geria, che con autorevolezza, passione e una straordinaria capacitΓ narrativa ha ripercorso le tappe della spedizione garibaldina: dallo sbarco a Melito Porto Salvo fino ai Piani dei Forestali, dalla battaglia nel Bosco degli Zappinelli al ferimento dellβEroe dei Due Mondi, fino al trasporto verso Scilla e al successivo viaggio verso la prigionia. Un racconto rigoroso ma emozionante, capace di restituire la veritΓ storica dei fatti insieme alla dimensione umana, politica e simbolica di quellβevento.
Ma l’operazione culturale andata in scena a Moncalieri compie un passo ulteriore, che spinge a una riflessione filosofica necessaria in unβepoca moderna spesso frammentata, liquida e priva di centri di gravitΓ . Accanto alla figura di Garibaldi, l’altro grande protagonista emerso Γ¨ lβAspromonte: non semplice scenario geografico, ma luogo vivo della memoria nazionale, spazio di bellezza, storia, natura e identitΓ . Attraverso immagini suggestive e testimonianze visive di grande impatto, il pubblico ha scoperto il volto autentico di un territorio straordinario, troppo spesso ridotto a narrazioni parziali o stereotipate. Il culmine visivo ed emotivo Γ¨ giunto con la proiezione del video realizzato e presentato dal Cav. Giuseppe Tripodi. Un autentico atto dβamore verso Reggio Calabria, la cittΓ dello Stretto, lβAspromonte e verso uno dei simboli piΓΉ preziosi della civiltΓ mediterranea: i magnifici Bronzi di Riace.
Γ proprio nella coesistenza, apparentemente distante, tra il ferimento di Garibaldi in Aspromonte e la ieratica perfezione dei Bronzi di Riace che si nasconde un nesso filosofico universale. I Bronzi rappresentano l’ideale apollineo, la ricerca dellβeterno, la simmetria geometrica e lβimmutabilitΓ del mito che sfida i millenni rimanendo intatta. Garibaldi sull’Aspromonte Γ¨, al contrario, l’elemento dionisiaco: il dramma della storia, lβimprevedibilitΓ dell’azione umana, la carne che sanguina, l’ideale politico che si scontra con la contingenza del reale e devia il corso degli eventi. La Calabria diventa cosΓ¬ il teatro filosofico in cui il Mito (i Bronzi) incontra la Storia (Garibaldi). I Bronzi di Riace ci ricordano chi siamo nella nostra aspirazione piΓΉ alta e universale; lβAspromonte, con le sue ferite risorgimentali, ci ricorda come siamo diventati ciΓ² che siamo, attraverso il conflitto, la terra e il sacrificio. Questa dicotomia interroga profondamente l’uomo contemporaneo, scisso tra il desiderio di un’ideale perfezione astratta (spesso ridotta oggi a simulacro digitale) e la necessitΓ di abitare la complessitΓ traumatica del mondo reale.

L’evento ha cosΓ¬ saputo declinarsi anche come una raffinata occasione di promozione culturale e turistica del territorio reggino. Gli apprezzamenti ricevuti dagli organizzatori e dai relatori sono stati numerosi e sinceri. Molti partecipanti hanno espresso il desiderio concreto di visitare Reggio Calabria e i luoghi dellβAspromonte, segno tangibile di come la cultura, quando Γ¨ raccontata con autenticitΓ e passione, possa trasformarsi in un motore di curiositΓ , relazione e scoperta. Questa conferenza Γ¨ stata molto piΓΉ di un semplice incontro: Γ¨ stata un ponte ideale tra Nord e Sud, tra la memoria storica e il futuro, tra territori che scelgono di riconoscersi reciprocamente attraverso ciΓ² che li unisce e non attraverso ciΓ² che li separa. La cultura autentica genera esattamente questo: costruisce comunitΓ , genera conoscenza e crea legami. E in un tempo moderno che troppo spesso divide, polarizza e frammenta, questo Γ¨ forse il messaggio politico e filosofico piΓΉ prezioso da custodire.



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